Ambiente 

Appello degli animalisti di Osa: «Natale senza carne e capitone (a rischio estinzione), ma con tanti prodotti Liguri»

«Pensiamo ad un Natale anche per l’uomo perseguitato e ucciso per le sue idee, la sua provenienza o la sua religione, per il profugo respinto, per l’animale torturato in nome di una falsa scienza, per l’anziano relegato nell’ospizio perché inutile, per l’animale abbandonato»

«Tra le luci colorate ed i pacchetti infiocchettati, simboli del consumismo, l’Osservatorio Savonese Animalista (OSA) suggerisce un Natale diverso – dicono all’associazione -. Facciamo posto nei nostri cuori ad un Natale senza guerre, senza l’albero strappato alla terra per essere addobbato e poi gettato dopo pochi giorni, senza regali costosi, senza cibi raffinati e superflui che provocano sofferenze e morte agli animali, mentre migliaia di bambini muoiono di fame; ricordiamoci del bue e dell’asinello del presepe, il cui fiato scalda Gesù Bambino; perché questo sia veramente un Buon Natale per ogni essere vivente; non mettiamo sangue nei nostri regali».

«E neppure nel piatto di Natale: in attesa della carne coltivata, ottenuta senza uccidere animali e malgrado le iniziative del ministro-cognato-ferroveire Lollobrigida, consigliamo di non fare la fila, come accade in questi giorni, davanti a macellerie, pescherie e salumerie – proseguono all’associazione Osa – Scegliamo menu senza carne e pesce ma con prodotti locali: olive di Arnasco e Taggia, zucche di Cengio, castagne di Calizzano e Murialdo, fagioli di Nasino, aglio di Vessalico, asparagi violetti, carciofi e zucchine trombetta di Albenga, ciliegie di Castelbianco, albicocche di Quiliano, funghi di Calizzano e Sassello, farinata, panissa e vini locali (lumassina, buzzetto, pigato, vermentino, granaccia e rossese). Agli irriducibili carnivori chiediamo di risparmiare almeno un animale che sta letteralmente scomparendo: l’anguilla, cioè il capitone».

La pesca sportiva dell’anguilla è stata vietata per l’intero anno 2023 in tutta Italia. Il divieto è stato stabilito dal ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare con un apposito decreto, che rappresenta l’applicativo del parallelo Regolamento europeo, finalizzato a istituire misure rigide, a tutela di una specie ormai considerata in serio pericolo d’estinzione.

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